Il food-delivery è un mercato al quale si rivolgono 18,9 milioni di italiani con regolarità (3,8 milioni) o occasionalmente (15,1 milioni) che hanno consumato a casa cibo ordinato da ristoranti e pizzerie tramite una web-app come Just Eat, Foodora, Deliveroo o Uber Eats (solo per citare le più note) accanto alle quali si sono sviluppate numerose realtà locali registrando un tasso di crescita del 56% e particolarmente concentrato nelle metropoli.
Lo studio di US Foods (https://www.usfoods.com/our-services/business-trends/2019-food-delivery-statistics.html) realizzato nel 2019 sulle abitudini di consegna degli alimenti ha riguardato circa 500 conducenti di consegna e 1.518 clienti che hanno utilizzato le App di consegna più famose.
Dei conducenti intervistati in questa indagine, il 54% ha dichiarato di essere stato tentato dall’odore del cibo che sta consegnando e il 28% ha ammesso di aver effettivamente provato il cibo da un ordine in delivery.
Questi dati allarmanti sono confermati dal lato della domanda in quanto lo studio ha rilevato che il 21% dei clienti ha il sospetto che il cibo sia stato aperto negli ordini in passato e l’85% preferisce le etichette a prova di manomissione, come un adesivo, sulle loro consegne.
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